Con grande soddisfazione, comunichiamo il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per il settore Autoferrotranvieri, siglato nei giorni scorsi in seguito all’intesa preliminare dell’11 dicembre 2024. Questo importante risultato è stato ottenuto grazie all’impegno e alla determinazione delle lavoratrici e lavoratori del settore e delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, che hanno lavorato senza sosta in un contesto politico avverso per tentare di risanare un settore in costante declino da anni.

Il nuovo contratto prevede un aumento a regime di 220 euro per tutti i lavoratori del settore; un aumento di 240 euro per le aziende che sottoscrivono accordi di secondo livello entro l’anno in corso; un importo una tantum di 500 euro, a compensazione del periodo di vacanza contrattuale. Si tratta di un miglioramento significativo, che riconosce il valore e l’impegno quotidiano dei lavoratori del trasporto pubblico locale, un settore strategico per il paese e per la mobilità dei cittadini.

Il percorso che ha portato alla firma del rinnovo contrattuale non è stato privo di ostacoli. Le aziende del settore, pur essendo società per azioni, beneficiano di contributi statali per garantire il servizio di trasporto pubblico, il Fondo nazionale dei trasporti, da cui si dovrebbero anche reperire le risorse per i rinnovi contrattuali e la transizione green dei mezzi. Questo ha reso necessario un confronto serrato con le istituzioni preposte e il ministero dei Trasporti per individuare appunto le risorse necessarie al rinnovo.

Di fronte a una politica sorda alle richieste degli autoferrotranvieri, e miope rispetto ai bisogni di una società moderna che dovrebbe guardare al futuro, per sbloccare una trattativa che proseguiva da mesi e farci ascoltare dal ministero dei Trasporti e dal governo abbiamo dovuto ricorrere allo sciopero senza fasce di garanzia, modalità possibile solamente dopo lunghi percorsi di mobilitazioni e confronti, come previsto dalla legge 146/90 che limita il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

L’8 novembre 2024 lo sciopero senza fasce indetto dalle organizzazioni sindacali ha portato una marea di autoferrotranvieri in presidio sotto il ministero, giungendo, dopo una lunga giornata di lotta, rabbia e determinazione, all’apertura di un tavolo con il viceministro Rixi. Questo ha portato in breve tempo alla sigla dell’intesa preliminare tra le parti per il rinnovo del Ccnl. A quel punto rimaneva il tema, tutto politico, di “dove trovare le risorse”. E’ in quel momento, a dicembre 2024 che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con i suoi soliti annunci social, dichiarava di aver trovato le coperture finanziarie attraverso un aumento delle accise sui carburanti, attestandosi il merito del rinnovo contrattuale.

Una scelta per noi sbagliata quella di reperire risorse dalle accise e non investire nel Fondo nazionale trasporti, una scelta che ci fa pensare quanto poco interesse ci sia da parte della politica ad investire sul settore. La cosa paradossale è che, a seguito delle dichiarazioni politiche e di un’intesa già sottoscritta tra le parti sindacali e datoriali, il decreto accise, che doveva arrivare a gennaio 2025 per permettere di rispettare le date concordate per l’erogazione di una ‘una tantum’ e della prima tranche di aumenti salariali, non è stato varato.

A fronte di questa situazione assurda, le organizzazioni sindacali di categoria hanno ripreso la mobilitazione e proclamato uno sciopero per il primo aprile; nel mentre è stato svolto un lavoro complicatissimo e delicato dai massimi vertici delle categorie sindacali per sensibilizzare politica e istituzioni.

La determinazione e l’impegno di tutti hanno portato allo sblocco delle risorse nel mese di marzo e alla ratifica dell’intesa preliminare, sancendo finalmente il rinnovo del Ccnl, seppur con quasi due mesi di ritardo rispetto alle tempistiche stabilite tra le parti.

Questo risultato rappresenta una grande vittoria per tutti i lavoratori del settore, che vedono finalmente riconosciuto il loro diritto a un miglioramento delle condizioni salariali e normative. La determinazione delle organizzazioni sindacali è stata fondamentale per raggiungere questo obiettivo, dimostrando ancora una volta l’importanza della contrattazione collettiva nella tutela dei diritti dei lavoratori, ma anche la forza di questa categoria e del suo potere contrattuale.

Riteniamo che la mobilitazione della categoria debba diventare permanente se vogliamo avere la possibilità di convincere chi ci governa che un trasporto pubblico efficiente e di qualità rappresenta la cartina di tornasole di un Paese moderno, ed è una delle leve su cui agire per ridurre l’inquinamento che soffoca le nostre città e per progettare la nostra idea di società del futuro.