Il 14, 15 e 16 aprile si terranno le elezioni Rsu nella scuola e nei settori della conoscenza.

La Flc Cgil si è fortemente impegnata nella formazione delle liste in tutte le scuole e istituzioni, per riconfermare la sua posizione nella rappresentanza in ogni luogo di lavoro della conoscenza. In oltre il 90% delle scuole sono state presentate le liste con migliaia di candidati. Un grande successo nonostante le difficoltà e la non innocente collocazione delle elezioni a ridosso delle vacanze di Pasqua: le elezioni Rsu non sono valide se non partecipa il 50% più uno degli aventi diritto al voto.

Queste elezioni sono certamente un banco di prova importantissimo nel quadro della sfida che il governo mette in campo, nello specifico della scuola, attraverso l’azione politica ed ideologica del ministro Valditara.

I segnali sono netti: bisogna farla finita con la partecipazione di lavoratori e studenti nelle decisioni su quello che si fa a scuola. Solo alcuni esempi: la stretta autoritaria riguardo le proteste degli studenti e nei confronti degli insegnanti non allineati, vedi la recente vicenda di Christian Raimo; l’introduzione sempre più evidente di procedure autoritarie e classiste, come i percorsi orientati a non rendere più automatico l’accesso universitario a chi frequenterà la filiera tecnica nella secondaria superiore; il nuovo sistema di abilitazione per gli insegnanti non più legato al superamento di un concorso, ma a corsi organizzati da università pubbliche e private a costi molto alti (minimo duemila euro); le nuove linee guida per la scuola primaria e secondaria di primo grado ispirate a modelli educativi precedenti alla Montessori, inneggianti al nazionalismo e alla supremazia dell’Occidente, alla tradizione, come ci ha ricordato il ministro Valditara.

Per non parlare dell’Università, ormai orientata al puro tecnicismo e definita sempre più da processi di privatizzazione e subordinazione al mercato e alle dinamiche capitalistiche.

Le elezioni Rsu con tutto questo c’entrano, eccome. La rappresentanza democratica da fastidio, perché rappresenta un ostacolo al tentativo di riproporre l’assoluto comando dei dirigenti nella “autonomia scolastica”, e si oppone ai processi ideologici che vorrebbero imporre una impostazione neo-neofascista, processi di smantellamento della democrazia abbinata alla supremazia neoliberista del mercato, in linea con il progetto sociale e politico generale che sta cercando di colonizzare il mondo con una logica di guerra e di tipo imperialistico.

Chi viene eletto chiede di poter decidere, assume coscienza del fatto che questo gli è impedito da mille provvedimenti diversi, inseriti in una logica comune autoritaria. E chi assume questa coscienza, e rappresenta qualcuno che gli ha dato fiducia, tende a fare collettivo con chi ha conosciuto, ascoltato e organizzato. E capisce che il sindacato non serve solo a rappresentare interessi specifici, ma a difendere un campo democratico in cui questi interessi hanno la possibilità di legarsi ad altri, per raggiungere obiettivi di uguaglianza e giustizia.

Chi si candida e chi viene eletto con la Flc Cgil ha ben presente questo genere di legame, e si distingue da chi si illude di poter difendere lavoratrici e lavoratori in un quadro corporativo, senza vedere che così si è complici del governo e della sua azione nei confronti di lavoratrici e lavoratori: dividi et impera.

Le elezioni Rsu sono anche una grandissima occasione per la formazione dei futuri quadri sindacali e politici, in una prospettiva di cambiamento generale, nella direzione della democrazia vera e della giustizia sociale. Per questo sono così osteggiate, come lo sono i referendum sul lavoro che, come queste, ripropongono il protagonismo di chi per vivere deve lavorare.


A Milano durante questa campagna Rsu abbiamo perso in un incidente stradale il caro compagno Luciano Grimaldi, da oltre quarant’anni impegnato nel sindacato scuola e sempre vicino alle lavoratrici e ai lavoratori che organizzava, che conosceva, sempre presente, sempre disponibile ad ascoltare ed intervenire. A lui è dedicato da tutta la Flc di Milano questo sforzo di rappresentanza e giustizia.

In una strada delle tue amate Langhe sei partito per l’altro mondo.
Non quello che volevamo costruire in questo mondo, il mondo dei giusti.
Quello che forse non esiste, ma che per te dovrebbe esistere.
Come luogo della bontà, della gentilezza e degli eguali felici.
Perché sei stato un uomo buono, perché per essere un grande sindacalista quale eri bisogna essere prima di tutto un essere capace di amare.
Amare così tanto l’umanità da odiare senza quartiere e senza astio l’ingiustizia e la sopraffazione, piccola o grande che sia.
“Gli uomini sono esseri mirabili” e tu lo hai dimostrato ogni giorno.
Ciao Lucio, col pugno alzato… e un piccolo sorriso sempre pronto ad essere donato.

“Alle sue spalle guardiamo i libri deperiti
i tappeti
il legno gotico del San Martino a cavallo
che si taglia il mantello
per darne metà al mendicante.
Gli uomini sono esseri mirabili”.
(Franco Fortini)