Cosa sono e come funzionano le campagne Bds, Splai e Global 195.

Visto il genocidio in atto, il comportamento del governo israeliano e, con esso, il silenzio e l’indifferenza, bisogna sottolineare la complicità di molte cancellerie occidentali e non solo.

Contro indifferenza e complicità da tempo sono stati avviati due percorsi di solidarietà e di sostegno alla popolazione palestinese e di disobbedienza civile organizzate dal basso: le campagne internazionali Bds e Splai, rispettivamente Boycott, Divestment e Sanctions e Splai – Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana. Quest’ultima è stata pensata e promossa dal movimento di boicottaggio conosciuto come Bds che sin dalla sua nascita (2005) si batte per la libertà, la giustizia, i diritti e l’uguaglianza del popolo palestinese.

Come è noto, è un movimento non violento ed opera a livello internazionale. Ultimamente e a seguito del genocidio della popolazione palestinese, l’attività di questo movimento si è intensificata su scala internazionale: di fatto è presente in tutto il mondo ed ha iniziato a raccogliere risultati in termini di adesione e praticabilità del boicottaggio a tutti i livelli dei beni e dei servizi.

Il Bds, forte dell’andamento di questa campagna e dei risultati raccolti, soprattutto negli ultimi due anni, ha pensato e promosso quest’altra campagna denominata “Spazi liberi dall’apartheid israeliana” (Slai). È iniziata nel 2019 e ha avuto subito un grande successo: in Italia sono già quasi 400 le realtà che hanno aderito (associazioni, sindacati, movimenti, attività produttive e commerciali, centri sociali e culturali, squadre di sport popolare e altri spazi).

A queste si è aggiunta una nuova iniziativa, sempre di carattere internazionale partita dal basso, “Global 195”, con un obiettivo ben preciso: inseguire i criminali di guerra israeliani, visto che tante cancellerie occidentali, e non solo, hanno rifiutato e screditato le decisioni di organizzazioni internazionali come la Corte Penale Internazionale.

Questa iniziativa è stata pensata, ideata ed intrapresa dal “Centro Internazionale per la giustizia a favore dei palestinesi”, che ha sede a Londra. Va ricordata la responsabilità storica, morale, politica ed etica della Gran Bretagna per tutto ciò che ha subito il popolo palestinese, perché tutto è partito con la dichiarazione di lord Balfour nel 1917.

Questa iniziativa è stata lanciata per creare una coalizione legale internazionale, sotto la guida di “Global 195”, per garantire un processo legale ai cittadini israeliani e quelli con doppia nazionalità coinvolti in crimini di guerra a Gaza contro la popolazione palestinese. L’idea della coalizione si fonda sulla creazione di una rete a livello mondiale in tutti i continenti che deve utilizzare meccanismi e percorsi di carattere legali, nazionali e internazionali, per perseguire legalmente gli autori di crimini di guerra a Gaza, con l’obiettivo di ottenere mandati di arresto e di cattura e avviare procedure giudiziarie contro di loro garantendoli alla giustizia.

Di fronte all’atrocità del genocidio del popolo palestinese, cui si è assistito in diretta televisiva in tutto il mondo e che ha indignato l’opinione pubblica internazionale, queste iniziative possono e devono trovare un terreno fertile a livello globale. Il diritto internazionale va recuperato, valorizzato ed applicato in tutti i continenti e nessuno Stato, nessun soldato, nessun politico né cittadino deve sentirsi al di sopra di questo diritto.

Nel nostro paese possiamo e dobbiamo diffondere questa metodologia di non violenza e di disobbedienza civile, in primis nel sindacato, nella società civile, per fare sì che gli attivisti ed i cittadini, la società civile e le organizzazioni di rappresentanza possano prendere posizione e aderire a queste iniziative.

Infine, visto che in questa folle guerra sono stati uccisi 142 giornalisti palestinesi, credo che sarebbe doveroso, moralmente, politicamente e eticamente, che l’Ordine dei giornalisti prendesse finalmente posizione e si schierasse, così come la nostra stessa Cgil in tutte le sue articolazioni verticali e orizzontali, non solo per l’adesione a queste iniziative, anche per la loro attiva promozione.